MOSTRE

Foto dell'inaugurazione 

L’esposizione “Inner Landscapes – Paesaggi interiori” presenta in mostra opere di artisti irregolari e opere di artisti contemporanei italiani, in un dialogo estetico e formale volto a superare le etichette che da sempre accompagnano la malattia mentale e, conseguentemente, la produzione di opere d’arte irregolari, realizzata da pazienti psichiatrici.
 


Guidando lo spettatore attraverso varie sezioni che rispecchiano alcuni “paesaggi emotivi” interiori, comuni a noi tutti, la mostra prova a riflettere sul termine Outsider e su come solitamente lavorino questo genere di etichette. Molte volte, infatti, le opere Outsider vengono trascurate dal Sistema dell’Arte, poiché chi le produce non viene riconosciuto come un vero e proprio artista. La scelta di esporre artisti irregolari, accanto ad artisti e opere riconosciuti dal Sistema a vario livello, serve quindi a creare un percorso estetico che possa dare nuova dignità a questi lavori, espandendo allo stesso tempo il termine outsider (inteso nelle sue traduzioni di estraneo e di sfavorito). In questo senso, anche i giovani artisti italiani, non ancora pienamente riconosciuti dal Sistema dell’Arte divengono degli Outsider. Un’etichetta che può adattarsi anche ad artisti come Mary Morgillo, maestra nell’arte delle incisioni, ormai pronta per essere riscoperta dal Sistema.
 


Artisti in mostra: Stefano Allisiardi, Guglielmo Castelli, Martina Cenna, Enrico Colombotto Rosso, Daniele, Enzo Forgione, Paolo Gelo, Ugo Giletta , Rosita Mezzela, Mary Morgillo, Rita Narciso, Vittoriomassimo Pellegrini, Giovanna Preve, Cristina Saimandi, Leardo Sciacovello, Sciascia, TAPUindependent - collettivo di artisti indipendenti e singolari - Albert, Lia Castel, Mr. Heart, Giorgio Nardellotto, Mario Pellegrini, Tiziano Cosma Pinto, Gregory Tosatto, Marco Tursi, Alessandra Vinotto, Luca Zurzolo.

Foto dell'inaugurazione 

Marco Tursi (Torino, 1982)

 

 

Ha frequentato la Facoltà di Architettura al Politecnico di Torino.

A quel tempo inizia la produzione artistica, grazie a nuovi corsi scolastici, impara l’uso del computer e comprende le immense potenzialità dei programmi di grafica e delle loro applicazioni.

La sua produzione di digital art si sviluppa su quattro linee:

surrealismo, astrattismo, art brut e cubismo architettonico. 

Con questi lavori intende rinnovare la tradizione artistica cercando di elaborare un nuovo linguaggio grafico, innovativo e sperimentale.

Nelle sue opere c’è una sorta di distacco dove i personaggi e le figure scelte intendono, secondo l'artista, assumere un carattere simbolico di fronte all’universalità dell’opera d’arte.

 

 

Opere esposte

 

L'ARCANGELO, 2017 

digital art, stampa su forex 

110x80 cm

 

IL GRAAL, 2017

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110x80

 

LA MATERIA, 2018 

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110x80 cm

Foto dell'inaugurazione 

Comunicato stampa

RASSEGNA SINGOLARE E PLURALE 2019

Un progetto di Città di Torino e Opera Barolo

A cura di Artenne e Forme in bilico

 

presso

STUDIODIECI - no for profit City Gallery, Vercelli

 

DAL 8 AL 23 GIUGNO 2019/INAUGURAZIONE SABATO 8 GIUGNO ORE 16.00

(IM)PERMEABILI

A cura di Roberto Mastroianni e Tea Taramino, in collaborazione con Francesco Sena

 

La mostra attraverso l'accostamento di sensibilità uniche, intende costruire un dialogo, fra artisti del mainstream e artisti irregolari e outsider, italiani e internazionali, per una riflessione condivisa sulla permeabilità dei confini tra diverse espressioni artistiche, tra salute e malattia, tra “normalità” e “follia”, tra una cultura e l'altra, per valorizzare la diversità di cui ognuno di noi è portatore.

Durante la prima tappa della mostra, in tre sedi torinesi, è stato possibile seguire performance, incontri, laboratori e workshop adatti a tutti e a partecipazione gratuita.

La seconda tappa, di giugno, presso la galleria StudioDieci di Vercelli prevede una mostra in dialogo con artisti del luogo.

 

Tali scambi hanno l’obiettivo di portare la disabilità e il disagio psichico fuori dall’isolamento, focalizzando l’attenzione sulle capacità, di ogni singolo autore, e non sulle mancanze o le patologie.

Rispetto a questo orientamento in Piemonte, in particolare, in città come Torino e Vercelli esiste una - lunga e continuativa - storia fatta di rapporti fra arte ufficiale e arte indipendente, nata e sviluppata libera, in cattività o in situazioni protette.

 

(IM)PERMEABILI è una mostra itinerante, avviata a Torino nell'autunno 2018 (presso Palazzo Barolo, Housing Giulia e Gliacrobati) in occasione delle celebrazioni dell’Anno del Patrimonio Culturale Europeo e del quarantennale della legge Basaglia. Un evento della Rassegna Singolare e Plurale, nata dalla lunga collaborazione fra Città di Torino e l’Opera Barolo. e sostenuta da Fondazione CRT, per la promozione di iniziative culturali e progetti di ricerca che abbiano al centro le arti intese come motore di cambiamento, crescita personale, salute pubblica e welfare culturale e di comunità.

(IM)PERMEABILI, che indaga sull'incertezza dei confini tra differenti ambiti sociali e culturali, intende fornire una prima fotografia su come si è sviluppato, sino ad oggi, il rapporto tra arte ufficiale e arte irregolare, grazie alla collaborazione di artisti affermati che non temono l’accostamento ad autori sconosciuti.

 

In mostra: l'evidenza delle parole, inquiete e irriverenti, ricamate dall'Anonimo ingiurioso (dal Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università degli Studi di Torino) o appuntate con gli spilli da Nicus Lucà; le frasi nascoste e da scoprire di Cristian Costa o gli ideogrammi, da tradurre, della giapponese Kaoru; i segni eleganti, ritmi o ripetizioni e ricerca del colore in Giorgio Griffa che in Francesco Rusinà, Giacomo De Vito, Ionut Bogdan Idricianu, Roberta d'Alessio, Annalisa Maffè e Mario Panzani divengono figurazioni; le traiettorie di luce di Fukushi Ito; la lievità della forma e del colore espresse con la digital art da Guido Nasi e Marco Tursi; i volumi delle sculture poetiche quelle di Clizia (Mario Giani) e politiche quelle di Saverio Todaro con una pungente critica sull'attuale vuoto di pensiero; l'interazione tra pittura e fotografia in Paolo Leonardo. Le installazioni degli artisti curatori di StudioDieci sono temi ancestrali interpretati nella contemporaneità: per Carla Crosio, Margherita Levo Rosenberg e Diego Pasqualin l'umanesimo resta l'unica strada, in ogni caso. 

 

 

(IM)PERMEABILI

Una collaborazione fra Città di Torino, Divisione Servizi Sociali Servizio Disabilità: InGenio e Laboratorio La Galleria, Centro Arte Singolare e Plurale; Forma e materia/Circoscrizione 1; GAT (Gruppo Artistico Tecnico) e Centro Diurno di Via Pianezza/Circoscrizione 5; Opera Barolo; ASL Città di Torino; Università degli Studi di Torino; Museo Clizia di Chivasso/Associazione 900; Fondazioni Fitzcarraldo e Medicina a Misura di Donna; Associazioni: Alteracultura, Arteco, Artenne, Fermata d'autobus Onlus/Gliacrobati, Forme in bilico, Laboratorio Zanzara, StudioDieci/Vercelli; Cooperative Sociali: Arte Pura, Chronos e P.G. Frassati di Torino; NPO Count 5 di Tokyo, Giappone.

 

PER INFORMAZIONI

STUDIODIECI -Piazzetta Pugliese Levi 10, Vercelli

Info 393 01.01.909 - studiodiecivercelli@gmail.com

orari apertura: venerdì , sabato e domenica dalle 17 alle 19

 

 

 

 

 

 

 

Foto dell'inaugurazione 

Foto dell'inaugurazione 

marcotursi1982@gmail.com                                tel: 3273195115

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